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Gli specialisti in Posturopodia fanno parte dello staff medico e tecnico del centro che hanno contribuito a creare il protocollo scientifico DRT una scuola di pensiero adattata alla Kinesiologia applicata con forte affinità alle problematiche strutturali e funzionali del piede
Gli specialisti comprendono medici Posturologi Omnia disciplinari, Fisioterapisti, Osteopati, tecnici ortopadici e Podologi, Medici di branca specializzati in Ortopedia, Neurochirurgia e Chiropratici.
Lo Staff Medico:
Direttore Sanitario Dr. Enrico Bonci (Aiuto presso Reparto di Ortopedia Università di Siena)
Dr. Mario Pastorelli Posturologo e Kinesiologo
Dr. Carlo Petrini Neurochirurgo
Dr. Stefano Traballesi Fisioterapista e Osteopata
Dr.ssa Chiara Pisani Fisioterapista
T. Ortopedico Paolo Sergio Spec. in Posturopodia
T. Ortopedico Marco Sergio Spec. in Piede Doloroso
Dr.ssa Michela Mancioppi
Podologa
Dr. Paolo Vaglio Posturologo e Medico Sociale Empoli Calcio
Dr. Mattia Fortina Specialista in Ortopedia e Traumatologia
Dr. Serafino Carta Ortopedico
Dr. Nicola Bacci Specialista in Ortopedia e Traumatologia
Dr. Andrea Gazzabin Medico Chirurgo Specialista in Flebologia e Angiologia
LA KINESIOLOGIA APPLICATA
La kinesiologia applicata è una modalità di comunicazione con il sistema corporeo rivolta ad una valutazione e ad un miglioramento dello stato di benessere individuale.
Essa si fonda sull'utilizzo del cosiddetto test muscolare kinesiologico, che consente, di valutare la risposta del sistema nervoso della persona a fronte di differenti fattori di tipo strutturale, biochimico, emozionale ed energetico.
Il fondatore della kinesiologia applicata è il chiropratico George Joseph Goodheart Jr. originariamente diplomatosi nel 1939 all'allora National College of Chiropractic. Egli nel 1964 pubblicò sul Digest of Chiropractic Economics il primo articolo in assoluto relativo alla kinesiologia, all'interno del quale riassumeva i risultati degli studi e delle ricerche da lui compiuti negli anni precedenti. Le nuove e differenti opportunità offerte dalla kinesiologia applicata suscitarono subito l'entusiasmo di vari colleghi.
Nel corso degli anni vari riconoscimenti sono stati attribuiti a Goodheart (e alla kinesiologia applicata da lui fondata), fra cui il suo inserimento nel Comitato Medico Statunitense per gli Sport Olimpici alle XIII Giochi olimpici invernali disputate a Lake Placid nel 1980, e nel 1988 la nomina da parte dei Membri del Congresso Statunitense per la Medaglia Presidenziale, il più alto riconoscimento civile assegnato dal Presidente degli Stati Uniti a nome della nazione. È stato anche definito “the man with magic fingers” (“l'uomo dalle dita magiche”) in un servizio che la rivista Time gli ha dedicato nel 2001.
Un contributo fondamentale fornito subito dalla kinesiologia è stato quello di evidenziare l'esistenza e il possibile utilizzo terapeutico delle specifiche connessioni neurologiche mantenute da singoli muscoli corporei nei confronti di organi e funzioni a loro espressamente associati. Ciò ha offerto al sistema corporeo della persona una inaspettata opportunità di espressione diretta nei confronti dell'operatore (tramite l'introduzione del test muscolare kinesiologico) e ha richiesto di conseguenza una corrispondente capacità da parte del kinesiologo di gestire gli elementi strutturali, biochimici, emozionali ed energetici così evidenziati all'interno di un quadro intrinsecamente olistico della condizione individuale.
Un ulteriore contributo sviluppato attraverso la successiva evoluzione della disciplina è stato quello di costruire una modalità di lavoro intrinsecamente ecologica nei confronti della persona, che favorisce direttamente un suo processo di recupero e integrazione attraverso quanto espresso e condiviso tramite il test kinesiologico. Tale contributo originale offre così un approccio assai differente da quello seguito nella medicina convenzionale.
A livello operativo la kinesiologia è una disciplina eclettica, che si è venuta caratterizzando proprio in funzione delle esigenze manifestate attraverso il test kinesiologico. Le tecniche utilizzate comprendono normalmente la stimolazione di riflessi specifici di varia natura e risultano dunque particolarmente sicure, non includendo al loro interno alcuna modalità invasiva o manipolativa. Il sistema di lavoro sviluppato dalla kinesiologia si presta inoltre molto bene ad essere integrato con altre discipline terapeutiche.
IL TEST MUSCOLARE KINESIOLOGICO
Il test muscolare kinesiologico, o più semplicemente test kinesiologico, è spesso erroneamente confuso con il test muscolare. In realtà mentre lo scopo del test muscolare è quello di determinare la maggiore o minore forza di uno specifico muscolo o gruppo muscolare, lo scopo del test kinesiologico (nelle sue differenti forme sviluppatesi a partire da quella originariamente introdotta da Goodheart nel 1964) è invece quella di determinare la risposta selettiva del sistema nervoso a fronte di stimoli specifici.
Nella sua forma manuale classica, il test kinesiologico determina quindi la capacità della persona di mantenere stabile un arto a fronte di un'azione pressoria da parte del kinesiologo. Se la posizione dell'arto può risultare simile o anche identica rispetto ad un corrispondente test muscolare, vi è però una importante differenza di esecuzione e di scopo. Infatti nella esecuzione di un test kinesiologico la pressione applicata dal kinesiologo è molto limitata, e comunque insufficiente per determinare la forza effettiva del muscolo coinvolto. Lo scopo infatti non è rivolto a determinare la potenza del muscolo, bensì la capacità del sistema nervoso di controllare in maniera equilibrata l'azione di quel muscolo, offrendo o meno una effettiva stabilità dell'arto a fronte della pressione così applicata. Tale risposta (che nel test kinesiologico classico può assumere solamente due stati, “stabile” o “non stabile”, ma che in forme più avanzate di test kinesiologico si articola in una gamma molto più ampia di possibili risposte) varia direttamente in funzione del fattore con cui la persona si confronta in quel momento, e consente così fra l'altro di rilevare in tempo reale l'eventuale stress manifestato dalla persona nei confronti di quel fattore specifico, fattore che può essere indifferentemente di tipo fisico – strutturale, biochimico – nutrizionale, emotivo – mentale, o anche puramente energetico. |
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